h o m e | b i o | n e w s | o p e r e | 3 D | c o n t a t t i | c r i t i c a | p u b b l i c a z i o n i
3 D
 
 
 

 

La Terra è costituita da diverse componenti e sostanze.
L'involucro che la contiene, è formato da del materiale aspro (un assemblato grumoso), del colore del piombo: dello stesso colore, è il petrolio (l'olio di pietra), che tanto è responsabile di guerre, eccidi e violenze.
Se si guardasse per dentro la terra, però, fino a intravederne il nucleo intimo e costitutivo, si scorgerebbe un liquido, salvifico, del color dell'ambra, meglio, dell'oro.
Come già per l'alchimia, il cui primo fine era trasformare il piombo (ciò che è negativo, tossico) in oro, ovvero, in ciò che è positivo nell'uomo, per fargli riscoprire la sua vera “natura interna”, il proprio Dio, così l'opera Cuore della terra , spezzato in due, riverso a terra, si offre nella propria nudità e verità allo sguardo, come un monito ed un invito alla profondità e alla verità dell'essere soggetto.

Esposto:
Squarci nelle tenebre, PaRDeS - Barchessa di Villa Dona' delle Rose, Mirano (Ve)

 
 
Cuore della terra, 2016, cupola in metacrilato, schiuma poliuretanica, resine epossidiche, colore acrilico, cm 30 x 60 x 60.
   
 
 
 

 

L'elemento architettonico della cupola sembra nascere con la vocazione ad essere un faro, una luce rispetto al buio che accompagna l'ignoto. Nello stesso tempo, sembra porre fine alla sensazione di separazione e introduce l'idea di umanità nel suo complesso, soprattutto quando, attraverso il luccichio dell'oro impiegato, vi è un riconoscimento, un punto fermo anche da lontano.
Come la cupola della Moschea della Roccia, rivestita esternamente da lamine di piombo e lastre di rame dorato, è punto fermo per le genti che la possono scorgere da lontano, così il Pantheon romano incanala e racchiude la luce naturale nell' occhio sommitale, irradiando lo spazio interno e veicolando il concetto di unità.
L'arte, così, incanala e riflette l'energia luminosa sin dagli arbori. Altro esempio ne è la superba cupola del Brunelleschi poggiante su un tamburo ottagonale dotato di oculi che permettono l'illuminazione interna del presbiterio della cattedrale.
Nella contemporaneità, Mario Botta impiega la cupola come elemento di raccordo e unificazione tra un quartiere del ‘700 ed un museo: la luce zenitale concentra l'attenzione dei visitatori verso l'interno, così come la fotografia in studio si avvale di ombrelli a cupola dorati per generare una vasta fonte di luce morbida intorno all'oggetto - soggetto.

Esposto:
Enèrgheia - Cariche e flussi artistici di energie alternative, PaRDeS - Barchessa di Villa Dona' delle Rose, Mirano (Ve)

 
 

Versus solem orientem, 2014, ombrello da set fotografico, rete metallica, cm. 54 x 120 x 120

 
 
 
 

 

Un omaggio alla barca di A. Aroch: l'iconica barca a remi che contiene il segno dell'infinito, dell'infinito errare e, al contempo, della promessa di una terra nuova.

Esposto:
Progetto ARCA
, PaRDeS - Barchessa di Villa Dona' delle Rose, Mirano (Ve)

 
 
The Boat by Arie, 2013, filo di ferro, filo di nylon, filo e stoffa, cm. 60 x 20 x 40 ca.
   
       
 

 

Archè è il nome mistico dello Spirito Divino di vita che soffia e si libra sul Caos e rappresenta la superiorità dello spirito sulla materia.

Esposto:
Progetto ARCA
, PaRDeS - Barchessa di Villa Dona' delle Rose, Mirano (Ve)

 
 
Archè, 2013, filo di ferro, filo di nylon e carta, cm. 80 x 40 x 40 ca.
   
       
 

Un bacile contiene dell'acqua e l'Alfa e l'Omega (simbolo di "colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente"), dai quali può irradiarsi il personale alfabeto contemporaneo di ognuno. Nel caso particolare e intimo dell'artista, le iniziali del proprio nome e di colui che ne condivide le vicende terrene.

Esposto:
Mani d'artista. Quando la fede nella terra diviene libertà, VIART - Palazzo del Monte di Pietà, Vi

 

 

 

 
 
Interlogo , 2013, terracotta, ferro, sughero, altezza 45 cm. (circa) lungh. 28 cm. (circa) base 28 cm. (circa)
   
       
 

Un secondo bacile (sempre contenente dell'acqua e l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine) può dar vita anche ad un glossario di quotidiana matrice fumettistica: fatto di ammirazione ( wow ), dubbio ( bah ) e dolore ( ahi ).

Esposto:
Mani d'artista. Quando la fede nella terra diviene libertà, VIART - Palazzo del Monte di Pietà, Vi

 
 
Interlogo II , 2013, terracotta, ferro, sughero, altezza 45 cm. (circa) lungh. 32 cm. (circa) base 32 cm. (circa)
   
       
 

10 gr. di carne sovrastano 7 secchi colmi d'acqua: è l'ennesima follia della contemporaneità. Un altare “argenteo” supporta, nella propria magnificenza, un oggetto che veicola la morte: nessuna transustanziazione, però.
La “torre” di secchi, che culmina nella carne, emula il tentativo di alzarsi in cielo e (come fu già per la torre di Babele) incarna, al contempo, l'idea che l'anelata elevazione possa avvenire nella carne, appunto, e non nello spirito; motivo per cui farà seguito una punizione.
Questi 10 gr. di Morte necessitano, infatti, di ben 32 litri di Vita (cioè di acqua) per trovare la propria giustificazione ad esistere.
La fetta di pancetta coppata, inoltre, può sembrare anche una fiammella che arde, ma, al contempo, consuma.
Davvero si vorrà continuare a cibarsi di carne sottraendo ancora acqua che è già causa di guerre per la sua scarsa disponibilità?
Già l'Antico Testamento conteneva un monito ancora valido: la prima delle dieci piaghe d'Egitto è nota, infatti, come la tramutazione dell'acqua in sangue.

Esposto:
Officinegreen
, Villa Caldogno, Caldogno (Vi)

 
 
Ostensione della carne, 2013, fetta di pancetta coppata, secchi d'acciaio, filo di nylon, acqua, cm. 90 x 45 x45 ca.
   
       
 

Nido d'uccello rinvenuto sull'altipiano di Asiago (comune di Rotzo), area caratterizzata da una coltura intensiva della patata che determina anche la dimensione socio – economica della popolazione residente.
L'uccello faber utilizza ciò di cui dispone “naturalmente”: ossia i sacchi destinati a custodire questo importante e identitario prodotto della terra, dai quali pilucca i preziosi filamenti.
L'artista, in questo caso, cede il passo: come una recuperante, si limita a scovare e a custodire l'immane opera d'arte della natura che si condensa in un piccolo scrigno. Il valore “contemporaneo” dell'azione dell'animale (oramai antropizzato), trova compimento e svela traguardi insospettati nell'impiego quasi obbligato della plastica, in termini, però, di sublime riciclo. L'artista, a questo punto, s'accontenta del ruolo di testimone, in quanto è la natura stessa che, per auto – tutelarsi, riesce a sfruttare un potenziale antagonista (la plastica), piegandolo al suo superiore scopo.
La plastica da reale minaccia inquinante, diventa un mezzo per il cui tramite la natura si conserva e guarda avanti: concorre, infatti, alle fondamenta di un nido destinato ad accogliere ancora una volta la vita.

Esposto:
RicCCA. Riciclarti - Cantiere Arte Ambientale, ex macello, Padova

 
 

Uccellino – Spazzino, 2012, paglia, carta, aghi di pino, filo di plastica, cm. 9 x 2 x 7,5 ca.

   
       
 

Madreselva emula il corpo di una donna e omaggia, al contempo, la sostanza della natura ma è, anche, il nome popolare del caprifoglio.
Una madre accoglie l’acqua che viene direttamente dal cielo e la convoglia, dapprima nella damigiana – torso, per immetterla, successivamente, nelle braccia che scendono lungo i fianchi coperti da un drappeggio costituito dai rami. Alla base della gonna, delle piccole piante di madreselva sostituiranno (nel corso del loro sviluppo) i rami di abete che andranno naturalmente a decomporsi. Il tutto riciclando l’acqua già disponibile in natura, secondo un ciclo completo e completamente auto – sufficiente come solo la madre – terra è in grado di garantire.

Esposto:
Adamà. cantica per la terra
, PaRDeS - Barchessa di Villa Dona' delle Rose, Mirano (Ve)

 
 
Madreselva, 2011, rami di abete rosso (scarto di pianta abbattuta), corteccia, raffia, damigiana di vetro, tubi di plastica per irrigazione, cupola in plexiglas, filo di ferro, madreselva selvatica (monte Crocetta – VI), cm. 170 x 162 ca.
   
       
 

Un water trasformato in icona celestiale e kitsch (secondo un esibito cinismo post - modernista), in seggiola dei desideri che si compiono quando l'abitudinaria costipazione dell'artista viene meno. Trono d'oro e d'argento in cui la prassi acquisita nell'infanzia è anche il dono del bambino alla propria madre: primo atto significativo di produzione individuale e di relazione con il mondo.
La storia dell'arte ci rimanda a Piero Manzoni per il quale essere artisti significava trasformare tutta la propria vita in arte, comprese le proprie scorie e, ancor prima, al Pontormo nel cui diario annotava ossessivamente ogni cibo che entrava ed usciva dal proprio corpo: più che i problemi della pittura, registrò le lagnanze nei confronti della propria stitichezza.

Esposto:
Waterlife
, C.T.E. Trento Fiere, Trento
Collocazione: L.I.L.T., Trento

 
 
Fase Anale, 2010, materiali di riciclo, acrilico e smalti, cm. 90 x 38 x 60 ca.
   
       
 

La natura è un'opera d'arte.

Un assemblaggio di rose rosse a formare un cuore, come tributo ad un amore assoluto di me singola artista alla Creatrice per eccellenza. Dei baccelli sullo sfondo rappresentano la vita che si schiude, mentre degli acheni tutt'attorno stanno a protezione di un evento così importante e delicato.

Esposto:
Clean Art 2009
, Galleria “Primo Piano Arte Studio”, Vicenza
Adamà. Cantica per la terra, PaRDeS - Barchessa di Villa Dona' delle Rose, Mirano (Ve)
Collocazione:
PaRDeS - Barchessa di Villa Dona' delle Rose, Mirano (Ve)

 
 
Eco –Amore, 2009, rose del mio giardino, acheni, baccelli e semi su tavola di legno, cm. 30 x 30 x 10
   
 

 

 
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